Epigenetica: come prevenire malattie e allungare la vita
Phareco Research
CHE COS’E’ L’EPIGENETICA
Quasi tutte le cellule del nostro corpo contengono lo stesso DNA, ma nel corso della vita alcuni tratti possono attivarsi o spegnersi in risposta agli stimoli provenienti dall’ambiente.
È come se ogni gene avesse un interruttore: può essere acceso, spento o modulato in intensità. Il controllo di questi interruttori e i processi che regolano l’espressione dei geni senza modificare la sequenza del DNA prende il nome di Epigenetica.
L’epigenetica è quindi il modo attraverso cui il nostro DNA “memorizza” ciò che accade intorno e dentro di noi: qualità dell’aria, nutrizione, esercizio fisico, stress, esposizione a sostanze chimiche, ritmo sonno veglia. Tutti questi fattori influenzano i meccanismi di attivazione o spegnimento dei geni, compresi quelli che possono aumentare o diminuire il rischio di alcune patologie, come i tumori.
In altre parole, l’epigenetica studia come lo stile di vita può modificare l’espressione dei geni e come queste modifiche possano contribuire alla nostra salute, alla longevità e alla prevenzione delle malattie.
LA MEMORIA CELLULARE
Se da una parte abbiamo la memoria genetica, del nostro DNA, frutto del processo evolutivo complesso e lunghissimo, dall’altra abbiamo un altro tipo di memoria, quella cellulare, la capacità delle cellule di ricordare gli stimoli ricevuti nel corso della vita e di trasformarli in segnali epigenetici.
Questa memoria non altera il DNA, ma modifica il modo in cui la cellula lo legge e diversi fattori come lo stress cronico, dieta povera di nutrienti, inquinamento, radiazioni UV, infiammazione possono lasciare “tracce” biologiche che influenzano (in questo caso in negativo) il funzionamento cellulare nel tempo.
La memoria cellulare è quindi la nostra personale storia scritta nel proprio organismo: dinamica, modificabile e, soprattutto, migliorabile attraverso scelte consapevoli.
EREDITA’ E LE ALTERAZIONI EPIGENETICHE
Al contrario di quelle genetiche, le patologie epigenetiche sono alterazioni invisibili nel neonato e tendono a manifestarsi in età adolescenziale o adulta, spesso contribuendo allo sviluppo di malattie correlate allo stile di vita.
Come una madre in gravidanza può modulare l’epigenoma del figlio, un disturbo da alimentazione incontrollata del papà è in grado di aumentare le probabilità di far ereditare patologie cardiovascolari nei figli e nipoti.
La buona notizia? Le alterazioni epigenetiche possono essere in parte invertite. Intervenire su nutrizione, movimento e ambiente significa dare al corpo la possibilità di “riscrivere” alcuni processi biologici.
LA METILAZIONE E L’ESPRESSIONE DEI GENI
La modifica che può silenziare determinati geni prende il nome di metilazione, uno dei meccanismi epigenetici più studiati.
Consiste nell’aggiungere un piccolo gruppo chimico, chiamato gruppo metile, sopra specifiche regioni del DNA, svolgendo un lavoro simile a una maschera: il gene rimane presente, ma non viene letto o viene letto in maniera ridotta.
La metilazione del DNA può essere vista sì come un meccanismo epigenetico, che al tempo stesso fa parte della quotidianità di una cellula.
La metilazione può quindi:
● silenziare geni che sarebbe meglio non attivare (come quelli coinvolti nelle proliferazioni tumorali),
● oppure, se alterata, spegnere geni utili alla protezione cellulare.
È un processo dinamico e rappresenta uno dei principali punti di intervento nella prevenzione epigenetica.
EPIGENETICA, AMBIENTE E LONGEVITÀ
L’epigenetica si configura come scienza in continua evoluzione, come un’area di ricerca più ampia rispetto allo studio dell’influenza degli alimenti, estendendosi anche all’analisi e al monitoraggio ambientale di fattori quali le frequenze elettromagnetiche e gli indicatori di danno ambientale, in grado di modulare l’espressione genica e di incidere profondamente sulla qualità della vita e quindi sulla longevità.
Lo studio prende piede anche mediante l’uso dell’intelligenza artificiale: si potranno rilevare informazioni complesse a supporto della medicina predittiva e delle strategie di salute pubblica, in un’ottica One Health orientata alla promozione della longevità e al miglioramento della qualità della vita.
In quest’ottica troviamo le cellule staminali, cellule “grezze”, che escluderanno determinate caratteristiche col tempo mitilando il DNA